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Storia della Biblioteca

 

Storia della Biblioteca

Breve storia della Biblioteca dell’Istituto Italiano di Cultura di Praga

La Biblioteca dell’Istituto di Cultura Italiana di Praga nasce nel giugno 1922 come centro di documentazione dell’Istituto fondato con lo scopo di diffondere e approfondire la conoscenza della cultura italiana in Cecoslovacchia e di organizzare reciproci rapporti intellettuali e artistici fra l’Italia e la Cecoslovacchia con tutti i mezzi adatti a tale fine. (art. 3 dello Statuto Sociale).
La creazione dell’Istituto fu resa possibile grazie all’impegno di accademici ed intellettuali cecoslovacchi ed italiani residenti a Praga e dai finanziamenti dei due governi. L’Istituto e la Biblioteca furono inaugurati ufficialmente il 2 marzo del 1923 alla presenza dell’allora Ministro d’Italia Antonio Chiaromonte Bordonaro e del Ministro degli Esteri cecoslovacco Edvard Beneš. Lo stesso Presidente della Repubblica Cecoslovacca, T.G. Masaryk, contribuì con una donazione in danaro per sostenere la nuova istituzione. Nel 1928 la collezione libraria della Biblioteca ammontava a quasi 4000 volumi con prevalenza di opere di consultazione e di letteratura e risultava essere già all’epoca la biblioteca pubblica italiana più grande in Cecoslovacchia. Nel 1936 la collezione superava i 5000 volumi. Precedentemente situato prima in via Ječná 26 e poi in via Jungmannova 38, tra il 1941 e il 1942 l’Istituto fu trasferito definitivamente presso la sede dell’antico ospedale della Congregazione Italiana di Praga, un’importante organizzazione religioso-assistenziale fondata nel 1575 dalla numerosa colonia italiana che viveva a Praga fin dal Rinascimento. Allo scioglimento della Congregazione, durante la Seconda Guerra Mondiale, l’edificio, insieme alla Cappella degli Italiani nella Città Vecchia, passarono allo Stato italiano. Da allora la Biblioteca ebbe sempre sede in questo edificio del XVII secolo, tra le vie Vlašská e Šporkova, nel suggestivo quartiere di Malá Strana ai piedi della collina di Petřín. Dal 1945, infatti, l’Istituto, e di conseguenza la Biblioteca, passarono sotto il controllo del Ministero degli Affari Esteri e continuarono senza interruzioni le attività di promozione della lingua e della cultura italiana anche durante il periodo comunista, quando le istituzioni culturali occidentali non furono sempre ben viste dal governo socialista cecoslovacco. Nel corso degli anni a seguire la Biblioteca italiana di Praga continuò a essere il punto di riferimento per studenti, accademici e amanti della lingua italiana, ma anche per la comunità italiana residente in Cechia, e vide accrescere il numero della propria dotazione libraria e dei servizi offerti. Oggi la Biblioteca dell’Istituto Italiano di Cultura, con una dotazione bibliografica di quasi 18.000 volumi prevalentemente in lingua italiana, è la quindicesima biblioteca per patrimonio librario tra gli Istituti Italiani di Cultura nel mondo, la biblioteca pubblica italiana più grande in Repubblica Ceca e la seconda dopo quella dell’Istituto Italiano di Cultura di Colonia in tutta l’Europa Centro Orientale.

 


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