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Le stanze della scrittura: Incontro con Magdalena Barile

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Ho sempre scritto degli emarginati, delle invisibili, di artiste e chimere, soprattutto di donne. Personaggi, reali o inventati, costretti a crearsi un mondo dove vivere perché la società non lascia spazio. Nella mia scrittura per la scena è il margine che definisce il centro e non il contrario. Il mio processo di scrittura parte dal piccolo, da un dettaglio ancora debole che deve trovare la sua regola. Se una volta cercavo di scrivere testi di “ferro” ora cerco di assemblare organismi vivi che ospitano altri organismi, non più gabbie funzionanti di senso, ecosistemi che si trasformano dal loro interno.

Un’altra parte importante della mia scrittura è l’insegnamento. Affiancare i giovani e le giovani nella scrittura è una grande palestra di creazione di storie e insieme un osservatorio privilegiato sulle trasformazioni dell’immaginario delle nuove generazioni.

L’incontro con Magdalena Barile, in conversazione con la traduttrice Tereza Sieglová, attraverserà l’evoluzione della sua scrittura teatrale nel tempo, attraverso tre testi scelti dall’autrice per raccontare come siano cambiati il linguaggio, le forme e il modo di costruire una relazione con il pubblico. A tenere insieme questo percorso è uno sguardo femminista che interroga i rapporti di potere a partire dai corpi: chi assegna i ruoli, chi può prendere parola, quali vite vengono riconosciute e quali restano ai margini.

In Api Regine (2017), il confronto tra Caterina e il Ragazzo mette alla prova una società di donne che riproduce l’esclusione: la commedia fantascientifica permette di guardare il centro dalla posizione di chi ne è respinto. Nel prologo di Schiavo d’amore (2022), il dialogo grottesco tra Leopoldo e Betty interroga i ruoli imposti dal denaro, dal genere e dalla provenienza, fino a renderne instabili i confini. Nei due frammenti di Florence Nightingale – il coraggio di contare (2026), il racconto storico si apre al discorso pubblico: la cura e i dati diventano strumenti per mettere al centro i corpi e le vite che il sapere dominante lascia fuori.

La conversazione indagherà come un dettaglio generi le regole di un testo e come queste possano cambiare nell’incontro con la scena. Quale spazio offre la scrittura ai suoi personaggi e a chi la abita? Come entra l’esperienza dell’insegnamento nel processo creativo e nel confronto con gli immaginari delle nuove generazioni?

Estratti letti durante l’incontro

  • Schiavo d’amore (2022) — prologo
  • Api Regine (2017) — scena IV, Le opere degli uomini
  • Florence Nightingale – il coraggio di contare (2026) — scena 9, Proporzioni armoniche II, e scena 10, L’infermiera del futuro

L’incontro con Magdalena Barile è parte del progetto Le stanze della scrittura, un ciclo di lezioni performative che invita il pubblico a entrare nel laboratorio creativo della drammaturgia contemporanea italiana.

Promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale – Direzione Generale per la Crescita e la Promozione delle Esportazioni e realizzato da PAV in collaborazione con gli Istituti Italiani di Cultura all’estero, il progetto Le stanze della scrittura coinvolge cinque tra le voci più autorevoli della scena italiana: Davide Carnevali, Magdalena Barile, Emanuele Aldrovandi, Francesca Garolla e Fausto Paravidino. Attraverso un formato ibrido che intreccia lezione, lettura dal vivo e dialogo con il pubblico, ogni incontro si trasforma in una vera e propria “stanza di scrittura”, offrendo uno sguardo privilegiato sui temi, i metodi e i processi che danno forma a un’opera teatrale. Un’occasione per scoprire la drammaturgia non solo come opera compiuta, ma come pratica viva di ricerca, confronto e immaginazione condivisa.

L’evento a Praga è organizzato in collaborazione con Divadlo Letí

In italiano con traduzione in ceco

4 novembre 2026, ore 18

Sala proiezioni dell´IIC

Partecipazione gratuita previa registrazione obbligatoria su Eventbrite.

  • Organizzato da: IIC Praga
  • In collaborazione con: MAECI, PAV, Divadlo Letí